Un sogno che diventa realtà: il primo extravergine 100% canadese

braunSembrava impossibile ed invece è accaduto davvero. George e Sheri Braun, due pioneristici olivicoltori del Canada, dopo anni di duro lavoro e tanti sacrifici, sono riusciti a produrre il primo olio extravergine 100% di origine canadese. Il loro è un sogno che diventa realtà. Dal 2012 – anno in cui i coniugi Braun hanno piantato mille olivi nella zona dell’isola di Salt Spring in cui si sono stabiliti – al primo raccolto del 2016 – sono passati quattro lunghissimi anni nei quali George e Sheri, contro il parere di tutti, hanno continuato a crederci.

Per voi la loro bellissima storia raccontata da Olive Oil Times.

 

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L’olio extravergine di oliva protegge dall’Alzheimer

La dieta mediterranea allunga la vita e protegge da diverse malattie, inclusa la demenza. In particolare, secondo alcuni ricercatori americani della Temple University di Philadelphia guidati dall’italiano Domenico Praticò (in collaborazione con Luigi Iuliano dell’Università La Sapienza di Roma) il consumo costante di olio extra-vergine di oliva (Evo) – componente fondamentale della dieta mediterranea insieme a cereali, verdura, frutta, pesce e (in minor misura) carne – mette al riparo dal declino cognitivo. Lo studio, condotto su animali, è stato pubblicato su Annals of Clinical and Translational Neurology.

Memoria e apprendimento

In particolare l’olio Evo aiuta a mantenere salde memoria e capacità di apprendimento. Inoltre riduce la formazione di placche beta-amiloidi (accumuli di proteina precursore della beta-amiloide) e grovigli neurofibrillari (reti formate da filamenti di proteina tau fosforilata all’interno dei neuroni), due marcatori tipici del morbo di Alzheimer. I ricercatori americani hanno individuato anche il meccanismo protettivo che sta alla base. «Abbiamo scoperto che l’olio Evo riduce l’infiammazione cerebrale e soprattutto che attiva un processo chiamato “autofagia”» spiega Domenico Praticò, professore alla Lewis Katz School of Medicine della Temple University. L’autofagia è il meccanismo fisiologico di sopravvivenza che la cellula usa per eliminare o riciclare parti danneggiate o inutili, come appunto le placche amiloidi e i grovigli neurofibrillari. Nel 2016, proprio per la scoperta di questo meccanismo, è stato assegnato il Nobel per la medicina al biologo giapponese Yoshinori Ohsumi.

Topi transgenici

«Il cervello dei topi nutriti con una dieta molto ricca di olio Evo ha mostrato più alti livelli di autofagia e più bassi livelli di placche amiloidi e di proteina tau fosforilata» dice Praticò. La tau fosforilata (una forma mutata della proteina tau) è la responsabile della formazione di grovigli neurofibrillari, considerati tra i responsabili delle disfunzioni neurali alla base della perdita di memoria nei malati di Alzheimer. Per condurre l’esperimento Praticò e colleghi hanno usato dei topi con una forma controllata di Alzheimer, i cosiddetti topi “3xTg-AD” (modello triplo-transgenico). Questi animali sviluppano tre sintomi tipici del morbo di Alzheimer: problemi di memoria, placche amiloidi e grovigli neurofibrillari.

Sinapsi integre

I ricercatori hanno diviso i topi in due gruppi: uno è stato nutrito con dieta arricchita con olio extra-vergine di oliva, l’altro ha seguito un regime alimentare normale. L’olio Evo è stato introdotto nei pasti del primo gruppo quando i topi avevano 6 mesi di vita, prima che si manifestassero i sintomi dell’Alzheimer. Le differenze tra i due gruppi sono emerse successivamente: all’età di 9 mesi e un anno, i topi del gruppo-olio Evo hanno mostrato risultati significativamente migliori nei test sviluppati per valutare la memoria di lavoro (a breve termine), la memoria spaziale e le capacità di apprendimento. Inoltre, l’analisi dei tessuti cerebrali nei due gruppi animali ha rivelato profonde differenze nell’aspetto e funzionalità delle cellule nervose. «Una delle caratteristiche che ci ha colpiti di più è stata l’integrità delle sinapsi», ovvero le connessioni tra i neuroni, nel gruppo dei topi nutriti con dose extra di olio Evo, spiega Domenico Praticò.

Il ruolo dell’autofagia

Inoltre negli stessi animali i ricercatori hanno rilevato un notevole aumento di attivazione dell’autofagia nelle cellule nervose, responsabile come detto della riduzione del livello di placche amiloidi e proteina tau fosforilata. «È stata una scoperta entusiasmante – conclude Praticò -. Grazie all’autofagia, la memoria e le sinapsi sono state preservate, e i sintomi dell’Alzheimer – che si sarebbe necessariamente sviluppato negli animali studiati – significativamente ridotti. Si tratta di un risultato importante, una conferma dell’ipotesi che una riduzione del meccanismo dell’autofagia possa rappresentare un marcatore delle prime fasi del morbo di Alzheimer. Il prossimo passo di Praticò e colleghi sarà introdurre l’olio Evo nella dieta dei topi quando hanno un anno di vita, ovvero quando sono si sono già formate placche amiloidi e grovigli neurofibrillari. «Di solito quando un paziente viene visitato per sintomi sospetti di demenza, la malattia è già presente – conclude Praticò -. Vogliamo scoprire se l’olio Evo introdotto in quel momento possa fermare o addirittura invertire l’avanzare della malattia».

FONTE: CORRIERE DELLA SERA – Laura Cuppini

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Fossacesia, inaugurata la Vetrina del Gusto al Parco dei Priori

E’ stata inaugurata domenica 18 giugno alle ore 19.00 la Vetrina del Gusto del Parco dei Priori, lo spazio messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Fossacesia per la promozione dei prodotti tipici del territorio. La Vetrina del Gusto è nata, infatti, come luogo dove le aziende partecipanti all’iniziativa, Ursini srl, Eatness srl, Frantoio Stante & Luciani, Vinicola Venea, Oleificio Regina srl, Cantina Sangro Soc. Coop., esporranno i propri prodotti in un’ottica di valorizzazione del territorio anche dal punto di vista agroalimentare.

“L’idea è nata per valorizzare Fossacesia in ogni suo peculiare aspetto – dichiara il Consigliere delegato alle Città d’identità, Lorenzo Santomero – Il nostro territorio infatti si distingue anche per la sua vocazione agricola e per i prodotti tipici, olio e vino, di elevatissima qualità”. La Vetrina del Gusto, che sarà ubicata sempre nel Parco dei Priori, nel lato fronte mare, in una location del tutto rinnovata, ospiterà al suo interno anche l’infopoint, secondo un perfetta concezione di promozione e valorizzazione del territorio a 360°”. “Stiamo lavorando da tempo per valorizzare un aspetto del nostro territorio particolarmente significativo – conclude Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia – poiché siamo fermamente convinti che la nostra Città abbia insite in sé elevate potenzialità per spiccare il volo in tema di turismo, mettendo insieme tutte le risorse che il nostro territorio, generosamente, ci offre”. “Vogliamo ringraziare le aziende che hanno aderito all’iniziativa– concludono all’unisono Di Giuseppantonio e Santomero –  poiché è soprattutto grazie a loro che è stato possibile realizzare questo progetto. Auspichiamo che questo sia solo il primo passo di un lungo percorso insieme che veda a coinvolgere tutti gli attori del territorio”.

La Vetrina del Gusto sarà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00.

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A Firenze il summit del Consorzio Nazionale Olivicoltori

L’olio extravergine d’oliva italiano ha dominato la scena mondiale per oltre un secolo, primeggiando in produzione e qualità. Un movimento che è arrivato a muovere, tra produzione, export e indotto, una cifra vicina ai 4 miliardi di euro annui, impegnando quasi un milione di addetti.   La situazione, purtroppo, è cambiata, e Paesi come Spagna e Grecia, adesso, producono più olio dell’Italia. La concorrenza, ancora, aumenta con i Paesi del bacino del Mediterraneo che stanno investendo molto su questo settore. Resiste, per il momento, la leadership italiana sulla qualità, ma senza nuovi input e investimenti  nel settore olivicolo-oleario, si metterebbe concretamente a rischio anche questo primato. Per analizzare lo stato del comparto olivicolo-oleario e trovare strategie condivise il CNO, Consorzio Nazionale Olivicoltori, a Firenze, mercoledì 21 giugno alle 15.30 presso il Grand Hotel Mediterraneo, promuove l’Assemblea nazionale sotto lo slogan ”La risposta: più olivicoltura italiana”. Interverranno Gennaro SICOLO, Presidente nazionale del CNO, Lucio CAVAZZONI, Presidente Alce Nero, Francesco Paolo FANIZZI, Docente Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali Università del Salento, Eugenio GIANI, Presidente del Consiglio Regionale Regione Toscana, David GRANIERI, Presidente FOOI, Giovanni LUPPI, Presidente Legacoop Agroalimentare, Marco REMASCHI, Assessore all’Agricoltura Regione Toscana, Luca SANI, Presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati, Dino SCANAVINO, Presidente Confederazione Italiana Agricoltori, Maurizio SERVILI, Docente Scienze e Tecnologie Alimentari Università degli Studi di Perugia, Dario STEFANO, Senatore della Repubblica. Vista la tematica trattata, che interessa fortemente il tessuto socio-economico del Paese, nonché i dati e i contenuti esclusivi che emergeranno nell’Assemblea con la presentazione di un studio sul comparto, confidiamo nella partecipazione dei colleghi giornalisti al fine di garantire la migliore informazione e divulgazione sull’iniziativa.

Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO)

Il CNO riunisce su tutto il territorio nazionale 24 organizzazioni di produttori, di livello provinciale, interprovinciale e regionale. Gli olivicoltori aderenti sono 135.000 e gestiscono complessivamente circa 140.000 ettari di oliveti. Il CNO è attivo nella trasformazione, valorizzazione e commercializzazione dell’olio extra vergine di oliva, attraverso i singoli soci, le cooperative aderenti e le O.P. operanti sul territorio. Con il marchio “Terre del Sole”, il CNO distribuisce sette diverse referenze di propri prodotti. Inoltre partecipa alla struttura industriale Finoliva Global Service, la quale è partner di aziende leader nel settore della distribuzione organizzata e della trasformazione alimentare.

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L’Olanda cancella la Nocciola Tonda Gentile delle Langhe dal registro delle varietà vegetali

L’Olanda ha comunicato formalmente la cancellazione dal proprio registro delle varietà vegetali della “Tonda gentile delle Langhe”. L’iscrizione era attiva dal 2012. Il risultato è stato ottenuto anche a seguito della lettera di dicembre del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina al suo omologo olandese e al lavoro fatto dal Ministero in questi mesi con l’impegno anche del Vice Ministro Andrea Olivero. “Ringrazio il Ministro Martijn van Dam – ha dichiarato Martina – per l’attenzione alla nostra richiesta, che serve a tutelare i nostri produttori. Le nocciole sono una delle produzioni che più si identificano col territorio delle Langhe e dobbiamo fare in modo che non ci siano forzature nell’utilizzo di queste denominazioni. È un impegno che avevamo preso e che abbiamo mantenuto”. “Il lavoro di squadra di questi mesi, fatto anche con la Regione Piemonte, – ha commentato Olivero – ha prodotto risultati importanti. Abbiamo semplificato e chiarito meglio alcuni aspetti tecnici sui quali si è a lungo dibattuto. Ora dobbiamo rafforzare gli strumenti di valorizzazione della nocciola piemontese, a partire da quella IGP. Mi auguro anche che si smetta di alimentare polemiche sterili, che nei mesi scorsi hanno solo creato confusione. Il Ministero continuerà a lavorare per la tutela e la promozione delle produzioni di qualità”.

LE AZIONI A TUTELA DELLA NOCCIOLA TONDA GENTILE

In questi mesi il Ministero delle politiche agricole ha lavorato per chiarire e semplificare la normativa sulla varietà di pianta di nocciolo “Tonda gentile”.

Dopo una fase di confronto con la Regione Piemonte, i produttori e filiera, a dicembre il Mipaaf ha chiarito nel registro nazionale delle varietà vegetali che la specie “Tonda gentile” ha come sinonimi “Tonda Gentile delle Langhe” e “Tonda trilobata”. Mantenere questi sinonimi nel registro nazionale è fondamentale, perché altrimenti qualsiasi nazione al mondo potrebbe dopo 2 anni registrare la varietà a pieno titolo.

Grazie a questa semplificazione è possibile riconoscere la certificazione della Nocciola Piemonte IGP alle produzioni ottenute dagli impianti produttivi della varietà di nocciolo identificata con qualunque delle tre denominazioni del registro.

Per ulteriore chiarezza è stato stabilito di eliminare la dicitura “delle langhe” dai cartellini delle piante in vendita e lasciarla così solo come sinonimo nel registro, in modo da non generare confusione sul mercato.

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Una Rete delle Donne dell’Olio del Mediterraneo. Ne parliamo con Loriana Abbruzzetti presidente di Pandolea

La notizia ci ha incuriositi. Non poteva non essere così perché stiamo parlando della neonata Rete delle Donne dell’Olio del Mediterraneo, lanciata con l’obiettivo ambizioso di diffondere l’educazione alimentare nei Paesi del Mediterraneo tra le nuove generazioni e assegnare all’olio di oliva un ruolo chiave come alimento principe di un corretto modello di alimentazione. L’idea è venuta all’associazione italiana “Pandolea – Donne dell’Olio” e noi abbiamo avuto voglia di approfondirla con l’aiuto della presidente Loriana Abbruzzetti a cui abbiamo chiesto anche di raccontarci come è nato il loro Manifesto in otto punti nel quale si dichiara una volontà precisa quella di “avvicinare i ragazzi alla conoscenza dell’olio extravergine di oliva per aumentare la consapevolezza alimentare di coloro che saranno i consumatori attivi di domani”.

foto loriana abbruzzettiPresidente, chiariamoci le idee prima di tutto su Pandolea…

Pandolea è una associazione culturale di donne dell’olio produttrici o professionalmente impegnate nel settore olivicolo-agricolo che ha lo scopo di diffondere la cultura dell’olio EVO di qualità con particolare attenzione al mondo dei giovani.

Con quali obiettivi nasce la vostra associazione?

L’obiettivo primario dell’associazione è quello di mettere in rete donne dell’olio di territori diversi per condividere esperienze, confrontarsi e sostenersi. La mission di Pandolea è quella di educare i giovani ad una alimentazione sana e consapevole, far conoscere la dieta mediterranea come modello da seguire e che ha alla base l’olio EVO.

Quante sono le donne e chi sono le donne socie di Pandolea? 

Attualmente siamo circa 50 donne su tutto il territorio nazionale presenti soprattutto nelle regioni a vocazione olivicola. Le associate sono prevalentemente produttrici/frantoiane ma hanno anche aderito donne che si occupano di olio in modo professionale: assaggiatrici, agronome, nutrizioniste, chimiche, ecc.

Perché è necessaria una Rete delle Donne dell’Olio in Italia come nel mondo?

Perché le donne amano lavorare e crescere insieme, confrontarsi e sostenersi per affrontare meglio il mercato e superare le resistenze che spesso si incontrano in un ambito molto maschile. Perché le donne hanno una particolare propensione all’educazione dei ragazzi. Le donne dell’olio sono soprattutto madri-generatrici e si prendono cura dei propri figli, questo accade in tutti i paesi e su questo vorremmo confrontarci anche all’estero.

Che tipo di apporto possono portare le donne ad un mondo come questo che è forse ancora troppo maschile?

Un approccio diverso verso il prodotto, non soltanto di mero commercio ma anche e soprattutto di alimento alla base della nostra cultura, tradizione e storia.

manifesto_educazione_alimentare_ITASul Manifesto della Rete, entriamo nel merito. Quali sono i punti più salienti?

Per poter creare la Rete stiamo divulgando un Manifesto a cui vogliamo invitare tutti, e soprattutto le donne, ad aderire. Il Manifesto è una sorta di vademecum sulle attività da svolgere nel corso del prossimo anno scolastico. L’obiettivo è di organizzare non solo in Italia ma anche nei Paesi del Mediterraneo la Settimana dell’Educazione Alimentare prevista per marzo 2018. In pratica invitiamo tutti, donne e uomini, persone della società civile e politica, ad organizzare nello stesso periodo nelle scuole del proprio territorio una settimana di attività coinvolgendo gli studenti ma anche i docenti e genitori. È auspicabile anche la collaborazione di professionisti di vari settori per raggiungere migliori risultati (nutrizionisti, chef, psicologi, ecc….).

Quando si parla di educazione alimentare i bambini sono i primi destinatari dei vostri progetti? In che modo arrivate a loro, con quali progetti già messi in campo…

I nostri progetti sono principalmente rivolti ai giovani delle scuole dell’obbligo ma abbiamo iniziative molto interessanti anche con studenti delle scuole superiori. Il progetto storico ha come titolo “bruschetta VS merendina” e consiste nel far conoscere in modo approfondito questo prodotto: come si produce, come si assaggia – ovviamente al bicchiere! – quanto fa bene, e soprattutto quanto è buono. Con i ragazzi è importante soprattutto la parte esperenziale quindi ogni incontro termina con una buona fetta di pane e olio. Ad oggi abbiamo coinvolto circa 25.000 studenti e tutti hanno avuto occasione di assaggiare, spesso per la prima volta, ottimo olio e provare una merenda alternativa a quella industriale a cui purtroppo sono abituati. I ragazzi sono fantastici e capiscono perfettamente cosa fa bene e cosa no, accettano con piacere di mettersi in gioco e senza pregiudizi. È sorprendente il loro entusiasmo e noi siamo sempre più motivate a lavorare per e con loro.

A cosa state lavorando adesso?

Attualmente stiamo lavorando su vari fronti. Innanzitutto siamo impegnate nella creazione della Rete delle Donne del Mediterraneo, quindi stiamo cercando contatti con donne dei vari paesi che vogliano insieme a noi costruire un percorso sui temi del Manifesto. In seguito alla presentazione del progetto durante le sessioni del COI-Consiglio Oleicolo Internazionale prima a Teheran poi a Roma presso la FAO, abbiamo ricevuto molte manifestazioni di interesse ma siamo consapevoli che il lavoro da fare è lungo e complesso soprattutto considerando che Pandolea ha sempre operato a titolo di volontariato quindi senza risorse economiche. Infine poiché Pandolea è una associazione che vuole valorizzare l’EVO con iniziative culturali, stiamo lavorando anche alla seconda edizione del Concorso letterario, il Premio internazionale Ranieri Filo della Torre, il cui bando è stato pubblicato recentemente sul sito www.pandolea.it e la cui premiazione si svolgerà a Roma il prossimo 2 febbraio.

Non ci resta che tenere d’occhio questa associazione e augurarle buona vita!

Leggi qui il manifesto della Rete.

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Biologico: approvato il decreto sui controlli

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo recante disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica. La norma attua la delega contenuta nel Collegato agricoltura e aggiorna le disposizioni ferme al 1995, adeguandole anche alle sopravvenute leggi europee. Inizia ora l’iter previsto per la definitiva approvazione.

Il provvedimento ha i seguenti obiettivi: garantire una maggiore tutela del consumatore; assicurare una maggiore tutela del commercio e della concorrenza; semplificare e unificare in un solo testo di legge la materia dei controlli sulla produzione agricola biologica; rendere il sistema dei controlli più efficace anche sotto il profilo della repressione.

“Vogliamo rendere sempre più forte, sicuro e trasparente – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina- il settore biologico italiano. Siamo leader in Europa per numero di operatori e vediamo una crescita progressiva delle superfici coltivate a biologico. Con questo provvedimento c’è un salto di qualità nei controlli, per dare sempre più garanzie ai consumatori e ai produttori onesti. Mettiamo in un unico testo tutte le disposizioni in materia e soprattutto introduciamo disposizioni contro i conflitti di interesse che si sono verificati in passato. Rendiamo più corretti e trasparenti i rapporti tra controllori e controllati, in modo da rafforzare la credibilità di un settore assolutamente strategico”.

“Con questo decreto – ha commentato il Vice Ministro Andrea Olivero – si compie un altro passo per il rafforzamento del bio e si prosegue con l’attuazione del Piano Strategico Nazionale approvato lo scorso anno, mediante la messa a punto delle disposizioni necessarie per incrementare la tutela del consumatore, garantire la terzietà dei controlli e assicurare sanzioni adeguate per il corretto funzionamento del sistema, un altro impegno che questo Governo ha mantenuto”.

LE NOVITÀ PRINCIPALI

SISTEMA DEI CONTROLLI

Il decreto conferma che il Mipaaf è l’autorità competente per l’organizzazione dei controlli e che delega tali compiti ad organismi di controllo privati e autorizzati;

– l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione frodi dei prodotti agroalimentari rilascia le autorizzazioni all’esercizio dei compiti di controllo e dunque vigila e controlla l’attività degli organismi;

– al fine di rafforzare il sistema, al Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri è attribuita, oltre all’attività di controllo sugli operatori, anche quella di vigilanza sugli organismi di controllo;

– le Regioni e le province autonome conservano ed esercitano l’attività di vigilanza e controllo negli ambiti territoriali di competenza.

NORME CONTRO IL CONFLITTO DI INTERESSI TRA CONTROLLORI E CONTROLLATI

In particolare la norma introduce meccanismi a rafforzamento della leale concorrenza e per l’eliminazione dei conflitti di interessi degli organismi di controllo. Per questo si stabilisce che:

– gli operatori del biologico non possono detenere partecipazioni societarie degli organismi di controllo,

– gli organismi di controllo non possono controllare per più di 5 anni lo stesso operatore,

– gli organismi di controllo devono garantire adeguate esperienza e competenza delle risorse umane impiegate.

– nuovi obblighi di comportamento degli organismi di controllo, che discendono dai principi di trasparenza e correttezza e conseguenti sanzioni amministrative pecuniarie, con funzioni deterrenti.

BANCA DATI DELLE TRANSAZIONI BIO CONTRO LE FRODI

La norma istituisce una banca dati pubblica di tutte le transazioni commerciali del settore biologico fruibile da tutti gli operatoti del sistema, per rendere più trasparenti le transazioni e più tempestiva l’azione antifrode e maggiore la tutela dei consumatori.

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PAC, MIPAAF: AGEA supera l’obiettivo del 75 per cento di domande grafiche

Agea ha superato l’obiettivo del 75 per cento di domande grafiche fissato dai regolamenti comunitari entro il termine per la presentazione della domanda unica della Pac.Agea e Arcea, l’ente pagatore della Regione Calabria, raggiungono il 78% di domande grafiche per un totale di 4,700 milioni di ettari.  Per i Psr presentate 190 mila domande. Il termine di presentazione delle domande era stato prorogato di un mese a seguito della richiesta avanzata direttamente dal ministro Martina al commissario europeo Hogan per tenere conto delle specifiche esigenze delle imprese agricole italiane. In Italia vengono presentate circa un milione di domande di pagamento. L’equivalente del numero di domande gestite da Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo, Paesi Bassi, Danimarca e Belgio. “È un risultato importante – ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina – sul quale abbiamo lavorato intensamente come squadra al servizio dell’agricoltura italiana. Un grazie particolare va a tutti gli operatori dei Centri di assistenza agricola che hanno consentito il raggiungimento di un obiettivo ambizioso.Ringrazio anche il Presidente di Agea Gabriele Pagliardini, i dipendenti e le strutture informatiche che hanno prestato un’assistenza qualificata. Ora continuiamo il lavoro per semplificare e migliorare il sistema, consentendo agli agricoltori italiani di ottenere le risorse comunitarie in tempi sempre più rapidi”.

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PAC, MIPAAF: AGEA supera l’obiettivo del 75 per cento di domande grafiche

Agea ha superato l’obiettivo del 75 per cento di domande grafiche fissato dai regolamenti comunitari entro il termine per la presentazione della domanda unica della Pac.Agea e Arcea, l’ente pagatore della Regione Calabria, raggiungono il 78% di domande grafiche per un totale di 4,700 milioni di ettari.  Per i Psr presentate 190 mila domande. Il termine di presentazione delle domande era stato prorogato di un mese a seguito della richiesta avanzata direttamente dal ministro Martina al commissario europeo Hogan per tenere conto delle specifiche esigenze delle imprese agricole italiane. In Italia vengono presentate circa un milione di domande di pagamento. L’equivalente del numero di domande gestite da Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo, Paesi Bassi, Danimarca e Belgio. “È un risultato importante – ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina – sul quale abbiamo lavorato intensamente come squadra al servizio dell’agricoltura italiana. Un grazie particolare va a tutti gli operatori dei Centri di assistenza agricola che hanno consentito il raggiungimento di un obiettivo ambizioso.Ringrazio anche il Presidente di Agea Gabriele Pagliardini, i dipendenti e le strutture informatiche che hanno prestato un’assistenza qualificata. Ora continuiamo il lavoro per semplificare e migliorare il sistema, consentendo agli agricoltori italiani di ottenere le risorse comunitarie in tempi sempre più rapidi”.

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Ortofrutta MIPAAF: riunito a Roma il gruppo misto Italia, Spagna e Francia

Si è tenuta a Roma la riunione del Gruppo misto tra Italia, Spagna e Francia sui prodotti ortofrutticoli. Erano presenti circa settanta rappresentanti nazionali dei principali settori del comparto ortofrutticolo. Tra i temi affrontati ci sono le condizioni del mercato, le questioni fitosanitarie, le norme di commercializzazione e l’organizzazione comune del mercato (OCM). In merito alla recente entrata in vigore delle nuove disposizioni europee (regolamento delegato 2017/891 e regolamento di attuazione 2017/892) per la parte concernente le organizzazioni di produttori e i programmi operativi, nel corso dell’incontro è stata fatta una presentazione delle innovazioni e dei miglioramenti contenuti nella nuova normativa, con l’obiettivo di risolvere alcuni nodi operativi a favore dei produttori. Il Comitato misto ha proseguito anche la discussione sulle questioni attuali riguardanti l’evoluzione delle normative europee, anche in prospettiva del dibattito che presto si aprirà sul futuro della PAC dopo il 2020. Per quanto riguarda il settore ortofrutticolo, i tre paesi ritengono che l’OCM deve essere mantenuta e che i cambiamenti che possono essere fatti, con l’obiettivo di un’ulteriore semplificazione della PAC, non dovrebbero portare ad un indebolimento del sistema di sostegno. In particolare, è stata evidenziata l’importanza della prevenzione e della lotta contro i parassiti emergenti introdotti nell’Unione europea a causa dell’aumento del commercio internazionale e del cambiamento climatico. La lotta contro questi parassiti non può non tenere conto delle questioni legate al rispetto dell’ambiente e della salute pubblica, il che rende essenziali le politiche di ricerca e di sperimentazione attuate dagli Stati membri e dalla Commissione. In conclusione della riunione, i rappresentanti dei tre Ministeri hanno annunciato il prossimo invio di una lettera congiunta alla Commissione europea, che illustra la posizione comune per la difesa dell’OCM ortofrutta e invita la Commissione a sostenere efficacemente gli sforzi che gli Stati membri stanno facendo nel campo della ricerca e della sperimentazione per il controllo dei nuovi parassiti. La prossima Sessione del Gruppo misto si terrà in Spagna nella primavera del 2018.

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