Torna a Sestri Levante “Pane e Olio”

0001-17-362x512Dal 18 al 20 agosto a Sestri Levante ci sarà la 16ª edizione del più atteso appuntamento con l’agroalimentare ligure: “Pane e Olio 2017”. Il comparto agroalimentare ligure si presenta anche quest’anno attraverso una delle vetrine ormai classiche per il Levante, Pane e Olio, che si svolgerà tra le vie e le piazze di Sestri Levante, all’interno dell’ex Convento dell’Annunziata e in diversi spazi sia pubblici che privati, con il coinvolgimento del tessuto produttivo e commerciale della città. Quello di agosto sarà un interessante prologo, destinato a lanciare la tradizionale Festa dell’Olio Nuovo, in concomitanza con la raccolta stagionale, in programma dal 7 al 10 dicembre, anche tra il pubblico vacanziero, con interessanti spunti informativi legati alla cultura e al corretto utilizzo dell’olio, mentre a dicembre, in piena campagna di raccolta e molitura, si concentreranno gli appuntamenti dedicati all’olio nuovo e ai prodotti agroalimentari di qualità. Prevista una mostra mercato curata dalle principali associazioni di categoria, con l’esposizione dei prodotti lungo via Asilo Maria Teresa, piazza Bo e largo Colombo, mentre Oal (l’Organizzazione Assaggiatori Liguri e della Cooperativa degli Olivicoltori Sestresi) predisporranno un frantoio mobile per le dimostrazioni pubbliche di molitura. Cene, laboratori, convegni, corsi, mostre e attività dedicate agli alunni delle scuole completeranno il programma di un evento che ha ormai assunto un ruolo di riferimento in ambito non solo regionale. Di particolare interesse proprio la parte dedicata alle scuole e al pubblico più giovane, con un concorso per gli allievi delle primarie di Sestri Levante e la “Merenda didattica”, un momento dedicato alla premiazione degli elaborati ma anche un’occasione di crescita e di educazione alimentare, sia per i bambini che per i loro genitori. La manifestazione ha una pagina Facebook – Pane&Olio Sestri Levante.

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I giovani riscoprono la “merenda mediterranea”

Dalla focaccia a colazione e pane e olio a metà mattina fino alla bruschetta per l’aperitivo. Con l’allungarsi delle giornate e l’insistente calura cambiano le abitudini alimentari anche dei più giovani. Secondo una ricerca dell’Associazione “Donne e qualità della vita” in collaborazione con Assitol c’è una riscoperta delle eccellenze enogastronomiche nazionali che sono i pilastri della Dieta Mediterranea.

Si può parlare di onda lunga dell’Expo o anche di esplosione del gusto Made in Italy promosso dagli chef italiani già star mondiali. Ma i segnali di cambiamento si colgono a vista d’occhio: cambiano le mode ma cambia soprattutto l’alimentazione dei millennials che hanno voglia di novità e, a causa di ritmi sempre più veloci, richiedono pasti sani ed equilibrati a qualsiasi ora della giornata. È normale vederli gettare via le vecchie abitudini e scegliere cosa, quanto e dove mangiare.

La ricerca ha coinvolto 700 giovani dai 14 ai 18 anni. A colazione il 14%, anziché cominciare la giornata con la classica brioche, predilige un alimento in grado di soddisfare il palato e rifornire l’organismo di energia: la focaccia all’olio extravergine di oliva; per il 3%, il ciambellone della nonna impastato con olio d’oliva extravergine resta il preferito. A merenda il 15% durante la mattinata o a metà pomeriggio, sceglie il pane condito con l’olio, che diventa un must eat, ed è proprio quello di cui si ha bisogno in estate. La piadina condita con olio resta un’ottimo break per il 3% dei ragazzi.

All’aperitivo la bruschetta di pane con pomodorini, origano, capperi e olio extravergine di oliva è scelta dal 17%; verdure sott’olio come melanzane, carciofini o pomodori oppure alici condite solo con olio d’oliva, un po’ di peperoncino e dell’aglio fresco per il 8%; filetti di tonno crudo conditi con olio extravergine d’oliva, limone, salsa di soia, e un pizzico di sale per il 5%. Un piatto di valeriana o misticanza con semi di sesamo e girasole condito con olio per il 7%.

Infine, se si tratta di fare uno spuntino notturno, solo per i veri affamati, il 16% sceglie spaghetti aglio, olio e peperoncino; il 5% una caprese, mozzarella e pomodori con un filo di olio e il 7% una insalata di pasta o riso freddi conditi a piacere con verdura e pesce e un cucchiaio di olio. L’olio d’oliva rappresenta uno degli alimenti cardine del bel paese, dalle proprietà benefiche e curative a esso riconosciute, che possono essere sfruttate sia mediante il consumo che, in alcuni casi, mediante uso esterno. L’olio extravergine d’oliva dispone di caratteristiche tali da consentirgli di supportare l’organismo nel contrastare il colesterolo “cattivo” Ldl e nel garantire il buono stato di salute delle ossa. I polifenoli contenuti nell’olio extravergine d’oliva aiuterebbero inoltre a proteggere il cervello da forme neurodegenerative come l’Alzheimer. A beneficiare delle sue proprietà curative è anche la pelle, che ne sfrutta l’azione emolliente e lenitiva.

Secondo gli esperti, l’extravergine, abbinato a verdura o carboidrati, è ottimo per resistere al grande caldo e recuperare energie soprattutto per i più giovani. Sì quindi alla merenda con pane e olio.  “L’olio extra vergine di oliva è uno dei prodotti più amati nel mondo, è anche uno dei fiori all’occhiello del nostro export di agro alimentare”, osserva Andrea Carrassi, direttore generale di Assitol. “Durante l’estate, quando spesso si mangia fuori casa, i più giovani scelgono l’olio extra vergine d’oliva, che rimane il perfetto ingrediente per tutti i tipi di abbinamenti culinari“.

“Mangiare una fetta di pane con un filo di olio e sale, è un classico della dieta mediterranea, perché c’è un giusto apporto di carboidrati, di grassi, di vitamine e di polifenoli, quindi dà energia e vitalità aggiungendo sapore. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, i giovani consumatori coinvolti nella ricerca, lo scelgono: dalla colazione fino all’ora dell’aperitivo, prima di cena può essere uno snack salutare, oppure come leggero spuntino notturno per placare la fame“, conclude Andrea Carrassi.

FONTE:ADNKRONOS

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Boom di consumi in Sardegna di pizza, gelato, birra e olio d’oliva

In Sardegna volano i consumi dei prodotti della dieta mediterranea: 271 milioni di euro per pizza, gelato, birra e olio d’oliva. Alimenti genuini che non intaccano peso e girovita: gli italiani i più magri d’Europa e tra i più snelli al Mondo. Matzutzi: “I nostri prodotti d’eccellenza fanno bene all’economia e alla salute”. 1.878 le imprese agroalimentari artigiane nell’isola con 3.138 addetti. 271 milioni di euro per acquistare olio, pizza, gelato, birra ma anche cibo da strada e d’asporto. Nell’estate 2017, anche in Sardegna esplode il consumo di cibi e condimenti della dieta Mediterranea, prodotti dalle 1.878 le imprese agroalimentari artigiane. Prodotti eccellenti, gustosi e ricercati che, quando consumati nella giusta quantità, non intaccano il peso e il girovita. Infatti, se gli italiani sono tra i più in forma al mondo, il merito è anche di un’alimentazione in cui prevalgono qualità e genuinità dei prodotti artigiani. A rilevarlo è l’elaborazione dall’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPI (fonte Ocse 2015 e UnionCamere 2017) sul “Cibo salva linea”. “La genuinità delle nostre specialità artigiane – sostiene il Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Antonio Matzutzi – fa bene alla salute, mantiene in forma, fa muovere l’economia sarda e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food made in Sardegna nel mondo”. “La “ricetta” dei prodotti artigiani è il rispetto delle materie prime e delle tecniche di lavorazione tradizionali – continua Matzutzi – e un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”. In questa rovente estate, nell’economia alimentare dei sardi la spesa maggiore sarà dedicata al condimento per eccellenza, l’olio d’oliva: 85milioni di euro, per una media di 118 euro a famiglia. Per il simbolo del cibo made in Italy, la pizza, i sardi spendono 115 euro a famiglia, 83 milioni di euro in totale. Nell’alimentazione estiva non può mancare il gelato: i nostri corregionali ne consumano per 52milioni di euro, per un controvalore medio di 72 euro a famiglia. Quasi a pari merito la birra, che vale 71 euro a famiglia e 51 milioni di euro. Tra gelati, birre, street food, pizza, olio d’oliva, le famiglie italiane spendono 9,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda la salute, gli ultimi dati medici, infatti, confermano come la dieta mediterranea faccia bene alla linea degli italiani. La quota di obesi nel nostro Paese è pari al 9,8% della popolazione adulta, una percentuale che ci assegna il record dei più snelli tra i 7 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e il terzo posto tra gli Stati dell’Ocse (dopo Giappone e Corea del Sud) dove il tasso medio di obesità è del 19,5%. Come scritto, nell’alimentazione sarda a custodire i segreti del gusto made in Sardegna, garantendo la qualità e la varietà del nostro cibo sempre più apprezzato da italiani e turisti stranieri, sono i produttori artigiani: Confartigianato Imprese Sardegna ha calcolato che per soddisfare la domanda di gelati, birre, pizza, street food, olio si muove un esercito di 1.878 imprese e circa 3.138 addetti. Tra i settori più dinamici vi è quello della birra. Ai sardi piace gustarla ma anche produrla. Per questo il settore birrario si espande registrando una crescita delle imprese e dei consumi. Infatti, alla fine del 2016 le aziende sarde registrate presso le Camere di Commercio, erano 29 di cui 16 artigiane. La rilevazione di Confartigianato Sardegna mostra che a livello provinciale a vantare il maggior numero di produttori artigiani di gelati, birre, olio d’oliva, pizza, street food e cibo da asporto c’è Cagliari con 847 imprese in totale, segue Sassari con 627, Nuoro con 254 e Oristano con 151. “Per la valorizzazione dei prodotti dell’agroalimentare sardo, soprattutto in questi ultimi anni, si sono fatti enormi passi avanti – afferma il Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna, Stefano Mameli – e dobbiamo continuare a lavorare per evitare, come purtroppo spesso accade, che si spaccino per sardi, prodotti che di sardo hanno solo il nome e magari pure sbagliato”. “Da anni la nostra Associazione opera per la valorizzazione dei prodotti tipici, in particolar modo del pane, delle birre e dei prodotti da forno – continua Mameli – il pane fresco ha da poco una legge regionale di tutela, sulla birra e sui prodotti da forno c’è ancora tanto da fare. Soprattutto dobbiamo lavorare su marchi e disciplinari di produzione, sulle materie prime, sui sistemi di trasformazione, sulla formazione delle maestranze e, cosa fondamentale, sulla comunicazione. Il messaggio deve essere sempre quello di scegliere prodotti sardi: belli, buoni, sani e che aiutano economia e salute”. “Ma i consumi interni, che nel periodo estivo aumentano grazie alla presenza turistica, non bastano a sostenere questa importantissima economia: per fare il salto di qualità le imprese devono puntare a conquistare mercati extra regionali – conclude Mameli – e anche internazionali. Far conoscere i prodotti già in Sardegna ai numerosissimi turisti è una buona base di partenza, il passaggio successivo è quello di fare in modo che gli stessi prodotti il turista li possa trovare anche a casa propria, al suo rientro dall’esperienza sarda”.

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Non solo extravergine. Viaggio negli oli amici della salute

Se condisci le tue insalate con un filo di olio extravergine di oliva o la tua pasta con dell’olio di noci, ti stai garantendo un pieno di grassi salutari e di preziosi antiossidanti. Ma così come sperimenti differenti prodotti per lo sport per ottimizzare le tue prestazioni, dovresti provare ancora più tipi di oli per garantirti il massimo dei benefici per la tua salute e del sapore. Utilizzare nella propria alimentazione differenti oli (con moderazione, ovviamente!), può aiutare il corpo ad assorbire le vitamine liposolubili e riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e pressione alta. Questi cinque tipi di oli contengono un mix ideale di grassi salutari e gusto.

Olio extravergine di oliva

Dal sapore ricco e intenso, è composto quasi esclusivamente da grassi monoinsaturi. Quando estratto correttamente mediante spremitura a freddo, conserva alti livelli di antiossidanti, inclusi la vitamina E e un composto chiamato oleocantale. Gli studi hanno evidenziato che quest’ultimo ha proprietà antinfiammatorie simili a quelle dell’ibuprofene e che col tempo il consumo moderato dell’olio extravergine di oliva può ridurre le infiammazioni.Se esposto all’aria o alla luce, le sue concentrazioni di antiossidanti diminuiscono. Per preservarne le qualità salutari, conservalo in bottiglie di vetro scuro o in latte d’acciaio, in un luogo fresco e al riparo dalla luce.

Olio di lino

L’olio di lino, proveniente dai semi dell’omonima pianta, è ricco di acidi grassi omega-3, un tipo di grassi polinsaturi ad azione antinfiammatoria. Contiene addirittura quantità maggiori di omega-3 dell’olio di pesce ed è una delle poche fonti vegetali di questo tipo di nutrienti. Le ricerche indicano che un’alimentazione ricca di omega-3 può ridurre effettivamente il bisogno di Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) quali l’acido acetilsalicilico (aspirina) e l’ibuprofene. Può inoltre alleviare e prevenire i dolori alle articolazioni e l’asma indotta da sport. L’olio di lino irrancidisce facilmente, quindi è meglio conservarlo in frigorifero. Il caldo, inoltre, riduce il contenuto di omega-3. Usalo sempre a crudo per condire l’insalata o altre verdure.

Olio di noci

Oltre a quello di lino, l’olio di noci è una delle poche fonti vegetali concentrate di acidi grassi omega-3. Aiuta a ridurre i livelli di colesterolo e la risposta biologica del corpo allo stress. Le persone che hanno una risposta esagerata allo stress presentano un rischio più alto di malattie cardiache. Di conseguenza, consumare regolarmente olio di noci può aiutare a ridurre i fattori di rischio per lo sviluppo di questo genere di disturbi. Una volta aperto, l’olio di noci dura dai 6 ai 12 mesi. Per evitare l’irrancidimento, conservalo in frigorifero o in un armadietto lontano da fonti di calore.

Olio di sesamo

Quest’olio è costituito in parti pressoché uguali da grassi mono e polinsaturi, e può avere un effetto positivo sia sui livelli di zuccheri nel sangue sia sulla pressione, costituendo un alleato prezioso per chi soffre di diabete o di pressione alta. Si pensa che l’effetto benefico dell’olio di sesamo sia dovuto al suo alto contenuto di lignani, composti che possono agire come antiossidanti.

Il sapore intenso dell’olio di sesamo ne consente un consumo parsimonioso e, dunque, aiuta a ridurre le calorie. Ne basta infatti una spruzzatina per dare gusto al cibo e tagliare le calorie.

Olio di avocado

Il leggero, burroso olio di avocado è ricco di grassi monoinsaturi. Gli studi indicano che diminuire l’assunzione di grassi saturi e trans, mentre si aumenta l’assunzione di grassi monoinsaturi, può abbassare i livelli di LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo. L’olio di avocado può inoltre ridurre il rischio di disturbi cardiaci e fratture ossee. Inoltre, l’abbondanza di composti fitochimici che caratterizza questo tipo di olio può contrastare i danni cellulari indotti dai raggi UV. Una proprietà utile per i runners che corrono tanti chilometri inestate. L’olio di avocado ha il più alto punto di fumo tra gli oli vegetali ed è quindi ideale per le cotture ad alte temperature. Tuttavia per il suo sapore delicato è altrettanto delizioso spruzzato crudo a fine cottura.

Olio di mandorle

Ottenuto dalla spremitura delle mandorle, ha un sapore dolciastro ed è quasi inodore. Presenta un alto contenuto di grassi monoinsaturi (circa il 70%), di fitosteroli nemici del colesterolo cattivo e di vitamina E (ne contiene quasi il doppio dell’olio extravergine d’oliva). È bene preferire l’olio di mandorle prodotto con spremitura a freddo, che conserva intatte le proprietà di questi frutti. Inoltre, per non perdere le sue preziose qualità salutari va consumato a crudo come olio di condimento, magari aromatizzato con erbe o miscelato a olio extravergine di oliva.Come l’olio di noci, l’olio di mandorle ha scarsa stabilità e tende a irrancidire piuttosto rapidamente una volta aperto o esposto a fonti di luce o di calore. Per tale motivo è sempre meglio conservarlo in frigorifero in bottiglie di vetro scuro.

Fonte: Runner’s World

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L’olio extravergine d’oliva italiano a Shangay con CNO, UNAPOL e UNASCO

L’olio extravergine d’oliva made in Italy varca i confini nazionali e sbarca in Oriente grazie al progetto triennale “Taichi” nato per promuovere in Cina e a Taiwan l’oro verde italiano. Così le tre unioni italiane di produttori olivicoli CNO, UNAPOL e UNASCO sono state in questi giorni alla fiera internazionale FBIE che si svolge a Shanghai. «Attraverso il progetto – fanno sapere le realtà consorziate – si intende diffondere la cultura dell’olio extra vergine d’oliva europeo in paesi dove il consumo di questo prodotto, pur essendo ancora limitato, ha alte potenzialità di crescita».

Secondo i dati forniti dai consorzi, infatti, in Cina e Taiwan vi sarebbe una crescita globale del mercato di riferimento che supera il 100%, mentre per l’International Olive Oil Council (IOOC), sarebbe questa l’area economica a più alto potenziale di sviluppo nel settore dell’olio d’oliva.

«Il mondo produttivo olivicolo italiano è pronto a rispondere alle sfide del futuro – ha detto Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, capofila del progetto Taichi – i mercati asiatici, infatti, rappresentano una straordinaria opportunità per lo sviluppo economico del nostro settore. La qualità unica del nostro olio extravergine d’oliva Made in Italy sono convinto che conquisterà le tavole dei consumatori cinesi».

Sulla stessa linea anche i due presidenti di Unasco e Unapol, Luigi Canino e Tommaso Loiodice: «Guardiamo con grande attenzione al mercato asiatico e come produttori di uno degli alimenti più rappresentativi del made in Italy ci sentiamo ambasciatori dell’Italian style. Siamo a Shanghai con la consapevolezza di essere accolti da grande curiosità per sapori e fragranze che al mercato cinese risultano ancora esotici».

In tre anni il progetto, di durata triennale, si occuperà, oltre che della partecipazione a fiere, dell’organizzazione di eventi stampa e pubbliche relazioni, campagne social e web, attività di promozione nei punti vendita con degustazioni guidate, ma anche azioni di promozione sul canale Ho.Re.Ca. e presso scuole alberghiere e campagne di informazione e di educazione alimentare.

Tra gli eventi in programma in concomitanza con la fiera di Shanghai, anche una degustazione guidata presso uno dei più importanti e lussuosi shopping mall della metropoli cinese.

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Tutto pronto a Presicce per il Festival “I Colori dell’Olio”

festival i colori dell' olio a presicceSi aprirà all’insegna della grande musica, la nona edizione del Festival I Colori dell’Olio a Presicce. Dal 17 al 19 Agosto, Piazza delle Regioni ospiterà tre grandi nomi della scena musicale italiana. La serata di apertura, vedrà ospite il famoso rapper Clementino con il suo Vulcano Summer Tour. Tour, con molte date internazionali. Clementino, dopo il grande successo dello scorso anno, ritornerà ad infiammare il palco del Festival I Colori dell’ Olio con tutta la sua carica e il suo rap travolgente.

Il 18 Agosto, lo spettacolo continua con tutta la carica della band toscana Bandabardò. Gruppo folk tra i più conosciuti ed apprezzati anche a livello internazionale, con la loro musica trasformano ogni live in una grande festa di musica, suoni e parole, offrendo al grande pubblico uno spettacolo entusiasmante e coinvolgente. La serata conclusiva del 19 Agosto, vedrà ospite un grande artista e cantautore italiano.

Ermal Meta con il suo Vietato Morire Tour, già sold out in moltissime date italiane. Reduce dal Festival di Sanremo 2017, dove ha conquistato il terzo posto con il suo singolo Vietato Morire ed il Premio Mia Martini, giudice del serale di Amici di Maria De Filippi 2017, disco d’oro e di platino per il suo singolo e per il suo nuovo album, con Ermal Meta la grande musica italiana ritornerà ancora una volta sul palco del Festival.

Nel corso delle sue edizioni, la manifestazione del Festival I Colori dell’ Olio è cresciuta grazie anche alle scelte musicali dello staff organizzativo. Da Roy Paci a Max Gazzè, da Luca Carboni a Enrico Ruggeri, molti i grandi nomi che si sono susseguiti sul palco. Anche quest’anno si è voluto puntare alla qualità, in una manifestazione che ormai, è tra le più conosciute ed apprezzare dell’estate salentina.

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Al via ad Uggiano la Chiesa il festival “Voci a Sud Est”

Tutto pronto ad Uggiano la Chiesa per la seconda edizione del Festival “Voci a Sud Est”. La rassegna artistica promossa dall’Amministrazione comunale inizia stasera alle 21.00 con il concerto dell’Ensemble Tito Schipa, diretta dal maestro Giampiero Perrone che, in questa occasione, omaggerà la figura universale del principe Antonio De Curtis, in arte Totò, in occasione del 50° anniversario della sua scomparsa. Nel corso dell’evento, si terrà anche l’assegnazione del premio “Voci a Sud Est”, riconoscimento che per l’edizione 2017, sarà conferito al regista, scrittore e apprezzatissimo sceneggiatore cinematografico Alessandro Valenti che si è aggiudicato, con il suo cortometraggio “Babbo Natale”, la vittoria nella sezione “MigrArti” nel corso della scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. “Voci a Sud est” è un evento che mette insieme musica, arte e cinema, in un intreccio culturale che, quest’anno, darà vita ad un percorso di recupero della memoria napoletana e meridionale attingendo all’immenso patrimonio artistico che De Curtis ha lasciato all’Italia intera, e al mondo, nel cinquantennale della sua morte. Tra gli ospiti di riguardo della serata il tenore Raffaele Pastore e il soprano Lucia Conte. La conduzione della serata sarà affidata anche quest’anno a Marco Renna.

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Al via ad Uggiano la Chiesa il festival “Voci a Sud Est”

Tutto pronto ad Uggiano la Chiesa per la seconda edizione del Festival “Voci a Sud Est”. La rassegna artistica promossa dall’Amministrazione comunale inizia stasera alle 21.00 con il concerto dell’Ensemble Tito Schipa, diretta dal maestro Giampiero Perrone che, in questa occasione, omaggerà la figura universale del principe Antonio De Curtis, in arte Totò, in occasione del 50° anniversario della sua scomparsa. Nel corso dell’evento, si terrà anche l’assegnazione del premio “Voci a Sud Est”, riconoscimento che per l’edizione 2017, sarà conferito al regista, scrittore e apprezzatissimo sceneggiatore cinematografico Alessandro Valenti che si è aggiudicato, con il suo cortometraggio “Babbo Natale”, la vittoria nella sezione “MigrArti” nel corso della scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. “Voci a Sud est” è un evento che mette insieme musica, arte e cinema, in un intreccio culturale che, quest’anno, darà vita ad un percorso di recupero della memoria napoletana e meridionale attingendo all’immenso patrimonio artistico che De Curtis ha lasciato all’Italia intera, e al mondo, nel cinquantennale della sua morte. Tra gli ospiti di riguardo della serata il tenore Raffaele Pastore e il soprano Lucia Conte. La conduzione della serata sarà affidata anche quest’anno a Marco Renna.

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Il magico Salento dei frantoi ipogei di Gallipoli

Per questa estate vi proponiamo una meta ambita da tanti turisti italiani e stranieri: la Puglia, la regione che produce più del 50% del nostro olio. Vi consigliamo il Salento ma con l’idea di proporvi non il solito viaggio low cost ma un’esperienza unica che fa incontrare storia e gusto. Se avete la possibilità di andare a Gallipoli non accontentatevi di spiagge, mare e divertimento, scoprite il fascino misterioso dei frantoi ipogei, la storia millenaria degli ulivi pugliesi che trovate raccontata in questo bellissimo articolo di Fulvio Cerutti per La Stampa Viaggi. Buona lettura!

 

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Nessun contributo ambientale per olio extravergine

“L’olio extravergine d’oliva è un prodotto non suscettibile di generare un rifiuto, pertanto la legge lo esclude dal pagamento del contributo ambientale destinato al CONOE, previsto dal primo luglio per gli oli e grassi vegetali esausti”. Lo ribadisce Giorgio Cammarota, presidente del CONOE, Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla luce delle preoccupazioni sollevate negli ultimi giorni dai produttori olivicoli. Il contributo CONOE infatti – spiega il Consorzio – “non è una tassa per i frantoi, ma uno strumento di sistema per assicurare la corretta gestione dei rifiuti derivanti da olii e grassi, nonché la tracciabilità e la sicurezza della filiera agroalimentare. La norma dell’art. 10 della legge 154/2016 che regola l’applicazione del contributo al CONOE è molto chiara nell’assicurare razionalità e l’equità del sistema”. “Attenta a garantire le congruità del contributo per il recupero di tutto ciò che diventa rifiuto, a tutela dell’ambiente e della salute pubblica – spiega il presidente – considera la necessità di assicurare la crescita e lo sviluppo del settore e delle attività imprenditoriali connesse”. Per tali motivi il comma 3 dell’art.10 prevede che l’olio extravergine di oliva sia sempre escluso indipendentemente dalla confezione (se non vi siano ovviamente particolari lavorazioni che generano rifiuti, fatta comunque esclusione per le conserve in olio extravergine), così come gli oli di oliva vergine ed oli di oliva in confezioni fino a 5 litri. Non è inoltre applicato il contributo ad altri oli vegetali in confezioni fino ad 1 litro; grassi animali e vegetali in confezioni fino a 500 g; oli e grassi DOP e IGP (e prodotti con questi conservati); oli e grassi e prodotti con questi conservati, oggetto di vendita diretta da parte di imprese agricole. Per una maggiore semplificazione e per assicurare che il contributo gravi soltanto su prodotti effettivamente destinati a diventare rifiuto, inoltre, il CONOE, nel definire le procedure per la riscossione, ha riconosciuto la possibilità di procedere allo spostamento del punto di prelievo sui soggetti che effettivamente conoscono la destinazione degli oli e dei grassi, in modo da prevenire inutili pratiche di anticipazione e rimborso. E’ possibile, inoltre, adottare una procedura forfettaria, applicando il contributo solo su una percentuale del quantitativo di prodotto oggetto di cessione, sulla base della considerazione che questo è destinato a diventare solo in parte rifiuto. “Le infondate preoccupazioni dei produttori di olio di oliva – conclude il presidente – rischiano di sminuire l’importanza del contributo ambientale, che potrà garantire un incremento della raccolta degli oli vegetali esausti, promuovendo la crescita dell’economia circolare e scongiurando gli impatti dannosi di questo rifiuto sull’ambiente e sulla salute”.

FONTE: ANSA

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